Primo maggio, su coraggio. #storiadilavoro

#storiadilavoro

Primo maggio di lavoro. Anzi, per l’esattezza, lavorando per cercare di riportare dignità a questo lavoro.

Chi lavora da precario, freelance lo sa. Passi più tempo a cercarlo, inventarlo che quasi a farlo.
Passi più tempo a rivendicare il valore del tuo lavoro.

Ecco, nelle ultime settimane, mesi, nonostante premi e riconoscimenti, mi è toccato ricordarlo a ogni livello.

Il mio lavoro, il mio tempo, valgono.

Valgono la mia dedizione, la mia attenzione, la mia professionalità.

Nulla è dovuto. Il lavoro non è sharing. Il lavoro è e deve essere la nostra dignità, non la nostra umiliazione.

Ma nella trappola ci siamo caduti tutti. Nell’illusione che essere liberi avrebbe voluto dire poter scegliere.

Nel mio caso è stato, spesso, dire “decido io come morire di fame”. Perché certo, nel giornalismo d’inchiesta così come in ogni impiego che a che fare con il potere, l’onestà e la trasparenza si pagano.

Perché quando lo fai, perché davvero è un bel lavoro, e la gente lo apprezza, sei una persona felice e motivata.

Certo, lo saresti ancora di più se ci riuscissi a pagare affitto e bollette. O un’assicurazione che mi paghi i giorni di ospedale, chissà come mai la mia convalescenza é stata così breve…

Ma l’oroscopo dice di ridere un po’ ed essere leggeri in questo maggio, e quindi non vi voglio tediare.

Mi lascio alle spalle un mese molto duro e ringrazio solo di essere sopravvissuta e aver ritrovato la mia grinta, anche per ribadire quanto valgo e so di valere.

Nonostante sia una donna, pensa un po’. Ma pure una professionista seria e motivata.

Se anche il lavoro è la nostra passione, e siamo fortunati in questo (detto da una che ha fatto per 20 anni 20 un lavoro che non voleva fare), non possiamo essere usati o sfruttati.

Intanto, andiamo avanti a progettare, cercare finanziamenti. Già, come mi sono sentita dire, sei fortunata perché tu il lavoro te lo sai creare.

Ho imparato a farlo così bene che aiuto pure gli altri a capire come farlo.

Così è stato quando lo persi 13 anni fa, con un bambino piccolo e ricominciai da capo.

Così è oggi. Che vorrei riposare ma non posso. E mi sento comunque fortunata, anche se ho poco pane e vorrei che nella mia vita tornassero pure le rose.

Che pretesa, eh.

Buon primo maggio a tutti.

[Se volete raccontate qui la vostra #storiadilavoro, grazie, condividiamo, non siamo soli]

#primomaggio #1maggio #primomaggiosucoraggio

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