L’estate, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e la mafia in Lombardia #19luglio1992 #memoria

FireShot Capture 107 - Sintesi+Monito__ - http___www.consiglio.regione.lomba.jpg“Era d’estate, che racconta i 25 giorni trascorsi nel 1985 dalle famiglie di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone sull’isola dell’Asinara, un trasferimento affrettato per ragioni di sicurezza, fa particolarmente male. Perché oggi è l’anniversario dell’omicidio di Paolo Borsellino e perché mostra come lo Stato, se avesse davvero voluto, avrebbe potuto proteggere lui e Giovanni Falcone.

Oggi sappiamo che pezzi di Stato tradirono e depistarono. Una pratica molto diffusa nella nostra terribile storia. Penso alla strage di Ustica, Bologna, Brescia, Piazza Fontana.e mi chiedo quanto i ragazzi d’oggi sappiano.

Scrivo dalla Lombardia dove abbiamo 55 mila segnalazioni di operazioni finanziarie sospette in un anno, 150 al giorno, secondo i dati della Relazione del secondo semestre 2017 realizzata dalla Direzione investigativa antimafia di Milano.

Come ha detto bene Barbara Meggetto oggi, non basta (solo) la memoria. Le infiltrazioni mafiose da nord a sud hanno intriso il nostro tessuto sociale. E come scrivono i colleghi del Corriere “la Lombardia è considerata la regione a maggior attrazione di investimenti mafiosi”. E ancora “le cosche hanno trovato quel famoso “capitale sociale” di professionisti, operatori finanziari e politici che hanno permesso alle mafie di investire, e ripulire, i capitali del narcotraffico e in parte dell’usura nella cosiddetta economia legale”

E se le mafie ora non uccidono, ma hanno i colletti bianchi, ahimè, è anche frutto di una classe politica e dirigente che, a differenza di chi ha perso la vita per tutti noi, non ha neppure il coraggio di alzare gli occhi,, ma si fa magari raccogliere i voti e prepara appalti.. E oggi come ieri, con la criminalità organizzata ci va a patti.

Ma anche è un po’ colpa nostra, sembra che gli occhi per vedere, in questa regione, non ci siano. L’omertà. che ho sempre odiato, respirata nelle mie origini siciliane, qui si respira ogni giorno.

Ci sono motivi storici, come spiega molto bene il rapporto presentato ieri da Nando dalla Chiesa in Regione Lombardia che consiglierei di leggere.

Come ha detto il Procuratore Nazionale Antimafia, Cafiero De Raho (qui la mia intervista per Valori.it della scorsa settimana https://valori.it/de-raho-ecco-come-le-imprese-criminali-gestiscono-il-ciclo-dei-rifiuti/) tutti noi dobbiamo e possiamo fare qualcosa.

Se vogliamo davvero che le loro idee, quelle di Paolo e Giovanni, quelle dettate dal fresco profumo di libertà, avanzino ancora, dobbiamo essere gambe e testa. Essere più furbi, avere visioni, usare nuovi strumenti. E c’è tanto lavoro da fare.

(l’immagine è tratta dalla sintesi del rapporto di Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia, a cura dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano)

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